Domenica pomeriggio siamo usciti con Silvia con l'intento di prenderci un caffè da Timory, il nostro café di fiducia vicino casa. Arrivati davanti al locale, ci siamo accorti che era pieno oltre misura, così abbiamo deciso di provare un altro locale vicino alla chiesa di Saint Gertrude, in un quartiere molto tranquillo e con un bella atmosfera. In zona ci siamo accorti di piccoli gruppi con dei bei bicchieroni da vino in mano. Incuriositi abbiamo seguito delle indicazioni abbiamo scoperto con gioia che era in atto una degustazione di vini italiani.
"Stappato Openflessendag - Degustation" era il nome dell'iniziativa, organizzata da un'enoteca che si trova a Leuven. Dopo aver pagato 20 € ci hanno dato due bicchieri da degustazione e un foglio dove erano riassunti i vini presenti. Come da norma, abbiamo iniziato dai vini bianchi. Io ho preso un Soave Classico DOC delle cantina Coffele e Silvia uno Zamò bianco COF DOC della cantina Le vigne di Zamò. Il Soave, prodotto con garganega in purezza, si presentava con un bel colore giallo paglierino con riflessi verdolini tipici di un bianco giovane. Al naso il bouquet era caratterizzato da profumi di fiori bianchi, come l'acacia o il ciliegio. Il sapore era secco, ben strutturato e con una buona persistenza. Il secondo vino è prodotto con uve di ribolla gialla, friulano, sauvignon, pinot grigio e riesling. Il colore era di un bel giallo dorato, la mela spiccava tra i profumi e ci ha lasciato una bella sensazione di freschezza al palato. Dopo aver lavato i bicchieri con un po' d'acqua abbiamo fatto subito il secondo giro: Salento bianco IGT della cantina Torre Mora e Le Vaglie - Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC dell'azienda vinicola Santa Barbara. Il primo è prodotto con verdeca e malvasia, ma dei vini provati è quello che mi ha lasciato più perplesso. Abbastanza anonimo nei profumi e nei sapori. Forse è stato anche un po' oscurato dalle forti sensazioni del verdicchio in purezza. Il giallo verdolino brillante è il suo biglietto da visita. I profumi, ricchi e complessi, con note speziate e di frutta matura sono la sua presentazione ufficiale. Al palato è apparso con un sapore rotondo e di grande morbidezza. Insomma, anche questa volta il verdicchio non ci ha delusi. Come ogni degustazione che si rispetti c'era anche la possibilità di mangiare pane, salumi e formaggi a volontà, una buona arma per evitare che l'alcol ci andasse troppo in fretta in circolo nel corpo. Dopo un piccolo break ristoratore abbiamo iniziato la degustazione dei vini rossi. Ovviamente prima abbiamo lavato bene il bicchiere ed anche la nostra bocca con dell'acqua fresca. Io ho scelto un Amanzio IGT Calabria dell'azienda Colacino, scelta dettata dalla voglia di scoprire un vino e un vitigno a me ancora poco noti. Il vitigno utilizzato è il magliocco canino anticamente molto diffuso in Calabria, Sicilia ma anche nelle Marche; oggi viene coltivato soprattutto in provincia di Catanzaro e Cosenza. Il vino nel bicchiere è apparso subito di un bel rosso carico ed al naso sono arrivati eleganti sentori di fruttato, in particolar modo di fragola. Rotondo al palato e con una buona persistenza, si tratta di un vino discreto ma niente di più. La scelta di Silvia questa volta è caduta sulla Puglia, più precisamente su un Tempio di Giano, Salento Negroamaro IGT, anche questa volta in purezza, della cantina Vetrere. Il bicchiere si è subito colorato di un bel rosso rubino intenso con riflessi violacei, indice di un vino giovane. Vino fresco e fruttato, corposo, ma facile da bere. Dopo i rossi abbiamo iniziato a sentire un po' di tremolio alle gambe ed abbiamo così deciso di assaggiare gli ultimi vini, due rossi dolci: Brachetto d'Acqui DOCG della cantina Luigi Coppo e Recioto Classico della Valpolicella BG DOCG della cantina Tommaso Bussola. Il giudizio di Silvia su di essi è stato abbastanza severo: troppo stucchevoli! Per quanto mi riguarda, giudico il primo una buona bevanda (utilizzo questa parola non a caso) da bere con una macedonia di frutta fresca, ma nulla di più. Il Recioto al contrario mi è piaciuto molto. Prodotto con uve di corvina, di corvinone, di rondinella, di cabernet, di merlot, di dindarella e di croatina appassite per 4 mesi al sole, il vino è di colore rosso rubino intenso e all'olfatto predominano le note fruttate. E' inoltre morbido al palato grazie ad un tasso alcolico abbastanza elevato accompagnato da un altrettanto elevata quantità di zuccheri. Insomma, un vino di notevole struttura, ben equilibrato, ideale accompagnato con cioccolata fondente. Diciamo che la gradazione alcolica di questo passito ci ha indicato la porta di uscita, ma proprio vicino ad essa c'era un bel banchetto di Prosecco delle cantine Collalto. Potevamo non brindare a questa bella giornata? No di certo. Quindi, Prosecco di Conegliano Brut servito dalla Principessa Isabella Collalto in persona per chiudere la giornata. Ne abbiamo apprezzato soprattutto il perlage e la piacevole sensazione di freschezza al palato.
Sapete qual è stata la cosa più bella e divertente della giornata, naturalmente oltre ai vini e alla location dell'evento? Io e Silvia eravamo gli unici a pronunciare correttamente il nome dei vini e delle rispettive cantine.
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